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5 janvier In The Vanity Fair..."...........
Nella Fiera della Vanità, nulla meglio delle lettere si presta alla satira. Prendete gli scritti che avete ricevuto dieci anni fa dal più caro dei vostri amici:da quello che adesso odiate con tutto il cuore. Date un’occhiata alle lettere di vostra sorella che traboccavano di affetto sino a che non v’è capitato di litigare per quell’eredità di venti sterline. Rileggete i primi scarabocchi di vostro figlio che poi vi ha spezzato il cuore col suo egoismo, oppure ammirate quel pacchetto misterioso che spira ardore di eterna passione e che vi fu rimandato dalla vostra amante quando andò sposa al celebre nababbo: l’amante per la quale oggi non nutrite un affetto maggiore di quello che provate per la regina Elisabetta. Trascorso un certo periodo di tempo, com’è curioso leggere di voti, d’amore, di promesse, di confidenze, di gratitudine!... Nella Fiera della Vanità dovrebbe vigere una legge in base alla quale, dopo un certo periodo di tempo, tutti i documenti scritti (escluse le ricevute di fornitori) venissero distrutti. Quei ciarlatani misantropi che consigliano inchiostro indelebile di china, farebbero meglio ad andarsene al diavolo come le loro scoperte. Nella Fiera della Vanità, il miglior inchiostro sarebbe quello che svanisse dopo un paio di giorni, lasciando la carta bianca e sbiadita, così che si potesse usarla per scrivere a qualcun altro. ..........."
(W. Thackeray La Fiera delle Vanità )
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